ALONE WE STAND

Il documentario Alone We Stand racconta la vicenda del regista teatrale bolognese Pietro Floridia che, pronto a recarsi in Cisgiordania per dirigere uno spettacolo, viene bloccato all'aeroporto di Tel Aviv da agenti della sicurezza israeliani e, dopo un'intera notte di interrogatori, viene rispedito in Italia con un foglio di via della durata di 5 anni. Motivo ufficiale del rimpatrio: il regista non ha un regolare permesso di lavoro che gli consenta di operare in Palestina, di fatto gli viene negata la possibilità di collaborare con l'Al-Harah Theater di Beit Jala, la compagnia teatrale palestinese con la quale da tempo sta conducendo una ricerca sulla condizione delle donne nella West Bank. Pietro Floridia e l'Al-Harah Theater però non desistono dal loro intento e decidono di proseguire il loro progetto comune. Muniti di webcam e con l'aiuto di Skype, per due mesi riescono a portare avanti a distanza le prove dello spettacolo “Shakespeare's Sisters” e a metterlo finalmente in scena ad Amman in Giordania. Prodotto da Mexapya Produktio e Trecentoatesta Documentari, in collaborazione con la Compagnia Teatro dell'Argine di San Lazzaro, Compagnia Cantieri Meticci di Bologna e Al-Harah Theater di Beit Jala, il film mette in luce un lato poco conosciuto della Palestina solitamente ignorato dai media, quello dello straordinario fermento culturale che anima la società civile palestinese nonostante l'opprimente occupazione militare e le pratiche di apartheid messe in atto dal governo israeliano.


Sinossi