La Mexapya Produktio nasce nel 2011 in un lembo di terra guardato a vista da guerrieri Messapi, da una composizione alchemica di stati di necessità, da visioni notturne utopiche e dall’amore.
Isidoro Colluto, Fulvio Rifuggio e Donato Nuzzo danno così vita a un esperimento, una casa di produzione audiovisiva a 360°, un luogo fatto di persone che hanno voglia di raccontare ciò che si cela nelle pieghe della realtà.

Luogo pieno di luce che abbraccia le ombre, la casa cinematografica con sede a Castiglione d'Otranto indirizza principalmente il proprio raggio d'azione verso la raccolta di materiale documentaristico negli ambiti che riguardano il fenomeno delle migrazioni, i diritti dei lavoratori, la civiltà contadina della penisola italiana, la tutela ambientale del territorio e la cultura dei Paesi che s'affacciano sul Mediterraneo.
Il lavoro della Mexapya si concentra soprattutto su interviste dirette a persone comuni le quali sono spesso testimoni di fatti profondamente significativi in seno alla storia contemporanea, fatti che però il più delle volte non hanno adeguata risonanza sui mezzi di comunicazione di massa: è questo il campo d'azione privilegiato della Mexapya. In questa dimensione d'analisi antropologica e sociale l'operato della casa di produzione si caratterizza per un taglio narrativo d'inchiesta ottenuto attraverso una regia e un montaggio che lasciano spazio soprattutto alle voci delle donne e degli uomini che sono stati protagonisti in prima linea di vicende storiche particolarmente importanti per il nostro Paese e non solo.

In questa prospettiva la Mexapya Produktio dà subito vita ad un lavoro pieno di riflessioni e di immagini chiare: “In Nome del Padre”, il documentario con il quale nel 2011 si affaccia alla produzione e alla distribuzione di un lavoro cinematografico. In esso si dipanano le storie di un secolo di emigrazione italiana in Svizzera narrata dalle voci di chi sulla propria pelle ha vissuto la sfida dell’integrazione in un altro paese. Il documentario è stato proiettato in diverse città dell'Italia e della Svizzera ed eletto ambasciatore ufficiale della Regione Puglia in terra elvetica in occasione delle celebrazioni all'estero per i 150 anni di Unita D'Italia.

Nel 2013 la Mexapya torna in Svizzera per girare il suo secondo documentario, “L’Eterneide” che racconta la lotta per vedere riconosciuti i propri diritti portata avanti dagli ex-operai pugliesi che hanno lavorato all’Eternit di Niederurnen, cittadina del Cantone di Glarona che ha ospitato nella seconda metà del secolo scorso una folta comunità di emigranti proveniente dal Sud Italia. Il lavoro, realizzato grazie al patrocinio della Regione Puglia e con il contributo del Kanton Glarus (CH), è stato presentato presso il padiglione “Pugliesi Nel Mondo” alla Fiera Del Levante 2013.

Il 2014 è l’anno de “Lo Spirito del Grano” un documentario sui precursori dell’agricoltura biologica e biodinamica in Italia, un viaggio dal Nord al Sud Italia alla ricerca degli uomini che hanno combattuto letteralmente nei campi la loro battaglia per la biodiversità nel nostro Paese e che si battono tutt’oggi per la salvaguardia del proprio territorio, per la libera circolazione delle sementi e per la sovranità alimentare. Il documentario è stato presentato a Corto & Fieno OFF – Festival di Cinema Rurale al Museo Tornielli di Ameno (NO) nell'Ottobre del 2014.

Nel 2015 la Mexapya focalizza la propria attenzione sulle problematiche del Medio Oriente e realizza, in coproduzione con Trecentoastesta Documentari di Bologna, “Alone We Stand” un documentario sulla produzione di uno spettacolo teatrale in Palestina avente per soggetto la condizione delle donne nei paesi arabi. Nel film si raccontano le tante difficoltà nell’allestimento dello spettacolo in una terra che vive quotidianamente le innumerevoli limitazioni e le altrettante vessazioni che l’occupazione militare comporta. Il documentario, che si avvale dell'importante collaborazione di tre compagnie teatrali, l'Al-Harah Theater di Beit Jala in Palestina, il Teatro dell'Argine di San Lazzaro di Savena e la Compagnia Cantieri Meticci di Bologna, è stato presentato in anteprima il 22 Novembre 2015 presso l'ITC Teatro di San Lazzaro (BO).


Nasce nel 1983 e vive a Castiglione d’Otranto. Si laurea allo STAMMS di Lecce nel 2010. Cresce cullato dai racconti dei nonni che fanno maturare in lui la voglia di ascoltare. Alla ricerca di un mezzo comunicativo senza alcuna manipolazione narrativa, scopre il linguaggio reale e pulito del Documentario. Cura la regia di "La scala, lu vinchiu, la serra", documentario sulle problematiche che i contadini salentini si trovano ad affrontare nell’era del libero mercato.
Nel 2008 si concretizza l’idea di realizzare un documentario sugli emigranti Italiani in Svizzera nel Novecento, lavoro che termina dopo tre anni e che dà alla luce “In Nome del Padre - L’emigrazione Italiana in Svizzera nel Novecento”.
Nasce a Tricase nel 1980. Si laurea nel 2005 al DAMS di Bologna all'indirizzo Cinema dove ha modo di apprendere le potenzialità del mezzo filmico e poi giocarci attraverso i primi video sperimentali. Dopo aver conseguito la laurea con una tesi sul cinema di Carmelo Bene, vince un concorso universitario scrivendo "L'idea, la carne, la macchina", un saggio sul cinema giapponese e parte verso il Sol Levante dove ha modo di approfondire la conoscenza della cultura nipponica. Collabora successivamente in qualità di montatore al documentario di Michele Frascaro "Da sud a sud", sul World Social Forum di Nairobi e a "La scala, lu vinchiu, la serra" di Donato Nuzzo. Trasferitosi a Roma nel 2006 intraprende l'attività di video-jockey partecipando per tre anni di seguito al Live Performers Meeting e lavorando insieme al Gruppo ESPPC in performance che fondono musica sperimentale, danza, teatro e arte figurativa contemporanea. Nel 2009 partecipa a un campo di volontariato nel deserto algerino documentando con foto e video la vita nei campi profughi Saharawi. Dal 2010 collabora intensamente con Donato Nuzzo e Isidoro Colluto alla realizzazione del documentario "In Nome Del Padre".
Nasce nel 1975 a Glarus in Svizzera. Figlio di emigranti salentini, trascorre la sua infanzia valicando con frequenza le Alpi. Vive in prima persona il disagio dell’integrazione in terra straniera e l’umiltà del lavoro dei propri genitori: il lavoro “In Nome del Padre” è per lui una testimonianza di quegli anni, oltre che un riconoscimento pubblico dei sacrifici di suo padre Luigi.
A 19 anni si trasferisce a Parma, dove studia Economia Politica e successivamente si specializza in Marketing Management.
Dal 2001 lavora in una grande azienda internazionale di prodotti alimentari, nella quale ha ricoperto ruoli di sempre maggiore responsabilità.
Aderisce ai Movimenti di Tutela del Territorio e di sviluppo di prodotti biologici e biodinamici.